Adriana Zarri – Vita e morte senza miracoli di Celestino VI

Edizioni Diabasis

2008

pagine 160

Un conclave dei nostri giorni. Aspro e combattuto. Uno dei cardinali elettori, d’improvviso, propone di eleggere un piccolo parroco dall’animo grande. Il miracolo infine accade. L’eletto assume il nome di Celestino VI, in memoria dell’altro Celestino, quello del “gran rifiuto” dantesco. Il racconto di Adriana Zarri esplora il terreno delle innovazioni, delle decisioni rischiose, delle difficoltà e delle lotte che l’elezione di un papa povero e non convenzionale inevitabilmente aprirebbe. Celestino VI è il “suo” papa, il papa come lei lo vorrebbe, gatto compreso, che, guarda caso, qui si chiama Lutero. Anche il nostro Celestino sarà tentato dal “gran rifiuto”, il ritorno cioè alla pace della sua parrocchia; il racconto, qui, apre e svolge due possibilità: la rinuncia, appunto, oppure l’accettazione dell’arduo cammino cui il protagonista è stato chiamato. Le pagine più belle sono quelle in cui Adriana, con tenerezza e commozione, racconta l’animo travagliato del suo personaggio e, per suo tramite, ci fa riflettere sul bisogno disperato di conversione della Chiesa dei nostri giorni.

Un commento di gherardo Colombo

La storia di un papa che vive la Chiesa separata dalle categorie della gerarchia e del comando.