C. Eliacheff, D. Soulez Larivière – Il tempo delle vittime

Edizioni Ponte alle Grazie

2008

pagine 217

Nella società democratica, alla figura della vittima spetta ormai il ruolo che un tempo era proprio dell’eroe. La tesi è semplice ma, prima d’ora, nessuno era mai riuscito a illustrarla così chiaramente. Dagli anni ottanta si è fatto strada, perlomeno nelle democrazie occidentali, l’atteggiamento vittimistico per cui una persona – o un gruppo – quando subisce un danno o un torto non solo chiede un risarcimento concreto ma diventa un simbolo carico di emotività, capace di sottomettere alla sua volontà tutti gli ingranaggi istituzionali e politici di una nazione. E se questa è la diagnosi dello stato di salute della nostra società, la prognosi è gravissima: di questo passo si può arrivare a distruggere la democrazia, e le stesse vittime, almeno quelle vere, non ne ricavano un reale vantaggio.
Stiamo consegnando la nostra civiltà all’irrazionalità di un approccio emotivo e allo strapotere dei media, che sulle emozioni costruiscono audience. È per questo che i due coraggiosi autori di questo libro si sono assunti il rischio di parlare delle vittime con un tono diverso da quello della compassione. E il loro grido d’allarme non deve rimanere inascoltato.

Un commento di Gherardo Colombo

Il libro aiuta a porsi in una prospettiva diversa riguardo al tema della “riparazione” di coloro che sono state vittime di comportamenti illeciti.