D. Garland – La cultura del controllo

Edizioni Il Saggiatore

2007

pagine 447

Garland prende in esame le forze sociali che hanno prodotto la nuova politica improntata al motto “Legge e ordine”, che domina attualmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Le idee umaniste degli anni Sessanta e Settanta che, per esempio, difendevano i diritti dei carcerati, hanno lasciato il posto a una politica che enfatizza le sanzioni penali e il ruolo punitivo della giustizia. Tutto ciò in sintonia con il sentimento di intolleranza della massa. Ma, a un attento esame, emerge come, nei periodi di insicurezza economica e sociale, il “crimine” divenga un evento dalla valenza simbolica: come se perseguirlo con ogni mezzo allontanasse lo spettro di un futuro incerto. La sconcertante verità è che ogni anno negli Stati Uniti vengono arrestati due milioni di cittadini, e che quella della sicurezza sta diventando una delle industrie più redditizie.

Un commento di Gherardo Colombo

Il testo è essenziale per comprendere come si sia giunti all’attuale uso del carcere.