Ryszard Kapuscinsky – La prima guerra del football

Feltrinelli

Pagine 240

In breve
Poco più che venticinquenne, Ryszard Kapuscinski parte alla volta dell’Africa e poi per l’America Latina e il resto del mondo. Le sue prime impressioni su quei luoghi lontani da tutti ritenuti esotici e che a lui, invece, sembrano molto più umanamente vicini dell’esotica Europa.

Il libro
1958: un giovane giornalista irrequieto parte per l’Africa dove, tra andate e ritorni, rimarrà per circa dieci anni. A quel tempo il mondo s’interessava veramente a quello strano continente, muto per secoli, che cominciava a parlare e a far parlare di sé. “L’Africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero drizzato la schiena e chiesto il diritto di parola. In Africa cominciavano a nascere degli stati, gli stati compravano armi e molti giornali stranieri si chiedevano se tutto il continente non stesse per muovere alla conquista dell’Europa.” E così, nel caldo soffocante del continente, Kapuscinski arriva in Ghana, poi in Congo dove assiste allo smarrimento della popolazione quando Lumumba viene assassinato; poi in Tanganika, Sudafrica, Algeria, ogni volta nei momenti più caldi, all’esplodere di rivolte e rivoluzioni, tentando sempre di capire cosa sta succedendo e perché. Nel 1967 Kapuscinski rientra in Polonia ma non riesce a diventare un giornalista stanziale. Nell’autunno, parte per un viaggio di cinque anni in America Latina. Altro continente povero, dove si svolgono guerre povere, come quella scoppiata nel 1969 tra l’Honduras e il Salvador. La tensione creata da una partita di football tra le due squadre nazionali fa esplodere una tensione ben più profonda, causata dall’emigra- zione di centinaia di migliaia di salvadoregni, alla ricerca di terra e sopravvivenza in Honduras. La guerra termina con una tregua e con il sostanziale mantenimento dei confini preesistenti, ma i due stati si dichiarono soddisfatti: per qualche giorno, infatti, i giornali di tutto il mondo hanno parlato di loro. “I piccoli stati del Terzo, Quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Triste ma vero,” conclude Kapuscinski.

Un commento di Gherardo Colombo

I libri di Kapuscinski sono libri di storia contemporanea, scritti da chi ha vissuto gli eventi, con con il proprio sguardo particolare. Questo sguardo, spesso, propone una realtà difficile da raggiungere altrimenti, talora un punto diverso da quello ufficiale. E’ sempre lo stimolo per approfondire tante vicende che hanno portato il mondo ad essere quello che è, anche attraverso il confronto con punti di vista differenti. In questo libro fatti ed eventi riguardano Africa e Sud America.