Gran Torino di Clint Eastwood

USA 2008

116 minuti

“Walt è un personaggio sicuramente nella linea di quelli da lui già portati sullo schermo ma è molto più complesso di quanto non possa apparire a prima vista. Il suo rapporto con l’auto e con le armi (straordinario e determinante il segno di pollice e indice a indicare la pistola come nei giochi dei bambini) ma anche quello con l’unico essere umano che si potrebbe definire suo amico (il barbiere) sono solo alcuni degli elementi che, insieme all’insorgere della malattia, costituiscono il mosaico della personalità di un protagonista non facile da dimenticare” (Morandini).

“C’è poi qualcos’altro nella storia di Walt, oltre al suo mestiere di operaio del-la Ford: è un padre mancato, forse per colpa dei figli, o forse per colpa propria. In ogni caso, come in molti film di Eastwood, anche in Gran Torino la paternità è al centro del racconto. E infatti Thao (Bee Vang), un “muso giallo”, diventa per lui un figlio nuovo, un figlio cui può dare quello che non ha dato a Mitch (Brian Haley) e a Steve (Brian Howe). A lui, soprattutto, può insegnare la cosa più importante: che cosa sia la vita, e che cosa la morte. A questa trasmissione di conoscenza è orientato il film” (Paolo Mereghetti),