La classe (entre les murs) di Laurent Cantet


Francia 2008

128 minuti


Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, 2008.
“François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all’interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe […] Dopo un complesso training con i giovani attori presi questa volta non ‘dalla strada’ ma ‘dalla scuola’ e scegliendosi come protagonista il Bégaudeau reale, Cantet affronta con piglio da documentarista una realtà che studenti e docenti vivono in modo analogo non solo a Parigi o in Francia. Senza enfasi né retorica il docente e il regista ci mostrano quanto il ruolo di insegnante così come quello di studente siano oggi sempre più complessi e, in qualche misura, da provare a ricostruire dalle fondamenta.
Potrà anche sembrare un po’ lento e dilatato il narrare di Cantet in questa occasione ma, per chi ha tempo per ascoltare e in particolare se genitore, il suo è un film prezioso” (Giancarlo Zappoli).

“François Marin insegna nella IV ginnasio di una periferia multietnica parigina. Però non è questo il punto. Arabi, cinesi, africani o bianchi che siano, questi alunni tredici/quattordicenni, simili per gergo, rituali, modo di vestirsi, portano nella scuola la voce della strada, cioè di una realtà in continua trasformazione. Che ne sa di loro quel giovane professore che si presenta in veste di amico? Come può pensare che un’immutabile regola grammaticale o la scansione di un endecasillabo possano avere qualche influenza sul loro futuro? Dal canto suo, frustrato nel suo tentativo di dialogo, il prof reagisce, si offende anche, entra in crisi assillato dal dubbio di pretendere troppo o troppo poco. Però non si arrende, consapevole che le provocazioni nascondono una richiesta di aiuto: vediamo quanto sei disposto a sopportare, se sai convincerci, se ti stiamo veramente a cuore” (Alessandra Levantesi, in La Stampa, 10 ottobre 2008).