The social network di David Fincher


USA, 2010

120 min.

La pellicola ricostruisce la nascita di Facebook, uno dei programmi di comunicazione online più utilizzati al mondo, attraverso le discusse vicende che vedono protagonista il suo (ora miliardario) creatore, Mark Zuckerberg.
Svogliato studente universitario, ma mago del computer e ambizioso quanto basta per primeggiare e raggiungere i propri obiettivi, Zuckerberg riesce abilmente – e con una certa dose di sfacciato egoismo – a tramutare un’idea di altri in una vera e propria impresa che rivoluzionerà la storia della comunicazione. Basti pensare – rispetto all’impatto del fenomeno – che oggi su Facebook troviamo anche i partiti politici e le istituzioni pubbliche. In certi ambienti, si potrebbe affermare che chi non è su Facebook non esiste.
Una volta famoso, il giovane inventore dovrà poi affrontare una lunga causa, perché in sostanza accusato di furto intellettuale, rivelando tutta la sua caparbietà e spregiudicatezza nel farsi strada.
Ne viene fuori un personaggio controverso e problematico, molto lucido razionalmente ma incapace di esprimere affetti e stringere legami profondi e sinceri. Una figura che da una parte rappresenta l’energia vitale e creativa che contribuisce all’innovazione tecnologica e culturale, ma che dall’altra rimanda inevitabilmente agli aspetti più deteriori di una società sempre più competitiva e cinica, che subordina le relazioni alle ambizioni di successo e all’imperativo del profitto.
Ironia della sorte, la storia delle origini del “libro delle facce” è contrassegnata da un doppio tradimento amicale: di chi ha promosso lo sviluppo dell’idea e di chi ha sostenuto l’avvio dell’attività di impresa.
E voi quanti “amici” avete?

 

Recensione di Alessandro Cafieri tratte da “Conflitti – Rivista di ricerca e formazione psicopedagogica” (www.cppp.it/conflitti).