Valzer con Bashir di Ari Folman


Israele, Germania, Francia 2008

87 minuti

“Film d’animazione sul massacro di Sabra e Chatila Waltz with Bashir dell’israeliano Ari Folman, militare diciannovenne in quel settembre 1982 a Beirut. Più di 25 anni dopo la strage continua, durante la visita del presidente l’aviazione israeliana bombarda Khan Yunis e uccide civili e miliziani, segue razzo katyusha sparato da Gaza che colpisce un supermercato e ferisce gravemente 15 persone. Non è un incubo di Ari Folman, che tormentato dai fantasmi della mente decide di esplorare il suo passato alla ricerca della verità e dei suoi dettagli. Ma la realtà di oggi. Alla ricerca di un’assoluzione per aver partecipato alla «cosa peggiore che può succedere a un essere umano», il massacro di donne, bambini anziani – 700 secondo stime ufficiali, 3.500 secondo il giornalista israeliano Kapeliouk – Folman sembra dimenticare il presente. Non «vede» quel che è davanti ai suoi occhi, come direbbe Saramago” (Mariuccia Ciotta, in Il Manifesto, 16 maggio 2008).

“La forza di sintesi del disegno, la possibilità che ha di cancellare per un momento la condanna al naturalismo insita nel cinema di finzione per mettere in evidenza contrasti di luce e di forme o per liberare tutte le possibilità della fantasia (oltre naturalmente alla bravura indubbia di Folman e Polonski) sanno dare al film la forza di un percorso che entra nella coscienza dell’ uomo. E che non può non concludersi con la presa di coscienza della propria «responsabilità» e del proprio «coinvolgimento» nel massacro di Sabra e Chatila. Responsabilità e coinvolgimento non diretti (l’ esercito israeliano di fatto lasciò mano libera alle truppe falangiste libanesi che compirono materialmente il massacro) ma non per questo non meno veri. Che la «memoria» a volte vuole cancellare e che invece la «ragione» deve sforzarsi di non dimenticare mai (e infatti per gli ultimi secondi il disegno lascia il posto alla realtà). Per non trovarsi ancora a fare i conti con la violenza e la guerra. Come tragicamente succede oggi a Gaza”.
(Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera, 9 gennaio 2009)