Welcome di Philippe Lioret

 Francia, 2009

110 min.

 

“Welcome” è una (drammatica) storia di formazione dentro una storia d’immigrazione. Bilal, un adolescente curdo, dopo diverse peripezie raggiunge Calais, sulla costa nord della Francia, da dove tenta di prendere un traghetto per l’Inghilterra e raggiungere così la fidanzata Mina, trasferitasi con la famiglia a Londra. Ma il tentativo (insieme ad altri “clandestini”) di imbarcarsi fallisce. Bilal, mentre è “ospite” di un centro di “accoglienza”, fa allora di tutto per prendere quotidianamente lezioni di nuoto da parte di un istruttore francese locale, Simon, e tentare così l’improbabile traversata via mare. Tra i due pian piano cresce un rapporto di affetto e fiducia reciproca: Simon diventa quasi un padre adottivo per il ragazzo, andando incontro al rischio di pesanti sanzioni per le repressive leggi sull’immigrazione, l’ottusità della burocrazia, la viltà di vicini di casa e poliziotti.

Il film, che ha avuto un enorme successo in patria, esemplifica la “via crucis” che deve percorrere chi fugge dalla guerra e dalla miseria per inseguire l’agognato Eden di un futuro migliore, o anche solo la dignità di essere umano. La “civile” e “progredita” Europa è sempre più una fortezza medievale, che chiude le frontiere e si barrica dietro la violenza istituzionale della Legge. A chi governa questa situazione serve a raccogliere voti e mantenere così il potere sui sudditi: la via più facile per soddisfare i primitivi appetiti securitari dell’opinione pubblica, accanendosi ferocemente contro i più deboli e disperati. Gli “stranieri” non sono altro che il capro espiatorio dei danni prodotti dal quel sistema economico che salva le banche mentre taglia lo stato sociale, celebra la merce ma tratta gli uomini come scarti o scorie. “Welcome” (mai titolo fu più sarcastico) ci ricorda tutto questo con la forza di un pugno in faccia, e ci interroga urgentemente sulla sfida epocale della cittadinanza planetaria (E. Morin), perché il diritto alla vita sia garantito a chiunque, non solo dove a qualcuno conviene.

 

 

 

Recensione di Alessandro Cafieri tratte da “Conflitti – Rivista di ricerca e formazione psicopedagogica” (www.cppp.it/conflitti).