Gruppo carcere

La responsabile del Gruppo Carcere è Franca Pelucchi. Il gruppo ha per obiettivo quello di sostenere e sviluppare progetti che favoriscano la relazione fra l’interno e l’esterno degli Istituti Penitenziari: incontri tra gli studenti e i detenuti, mediazione penale ecc.
I nostri soci sviluppano progetti in diverse parti di Italia, collaborando con il reparto La Nave di San Vittore (Milano), La Vela di Opera (Milano), e con la Pastorale Carceraria di Isernia.
Nel 2017 Sulleregole ha stipulato un accordo triennale con il PRAP della Lombardia per realizzare attività culturali e progettuali nelle strutture penitenziarie, nel quadro delle linee di indirizzo regionali.

OLTRE I CONFINI

“Oltre i Confini” è un filmato-documentario che racconta le testimonianze e le riflessioni sul tema della giustizia nate all’interno dell’omonimo progetto portato avanti dal Gruppo Carcere dell’Associazione Sulleregole in collaborazione con il Liceo Scientifico Edith Stein di Gavirate e con il carcere di Bollate. A introdurre il percorso svolto dalla classe 5 C del Liceo Stein sono le considerazioni di Gherardo Colombo sui temi del bene e del male, dell’accoglienza del diverso, della componente sociale della pena e della “riparazione” daparte di chi ha sbagliato, temi sui quali sono portati a riflettere sia gli studenti che hanno compiuto il percorso sia tutti coloro che si avvicinano al progetto.

La parola “oltre” ci rimanda al superamento dei pregiudizi e dei luoghi comuni, a percorsi di conoscenza e di comprensione.

Le esperienze che i giovani hanno vissuto sono cominciate dai Cafè Philò e sono poi giunte alla riflessione sui diritti affermati dalla nostra Costituzione. Sono giunte anche alle parole della cittadinanza responsabile, concetti come: comunità educante, scelte inclusive, perdono difficile, società aperta. In questa iniziativa sono stati importantissimi i riferimenti al “Libro dell’incontro”, un testo che racconta, non senza sofferenza, la storia e le decisioni di alcuni protagonisti della lotta armata in Italia. Alcune persone sono le vittime, altre i responsabili. I pensieri di queste donne e di questi uomini ci portano all’esperienza della giustizia riparativa, nata sull’esempio del cammino voluto da Nelson Mandela: la Restorative Justice.

Ecco, come prima sintesi, alcune idee della Restorative Justice.

Il crimine è una violazione delle persone e delle relazioni interpersonali; le violazioni creano obblighi; l’obbligo principale è quello di rimediare ai torti commessi; perché la società sia più in pace è bene dare attenzione alle vittime e alle loro sofferenze; perché la società sia più sicura è bene curarsi di chi ha sbagliato.

SCEGLIERE LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE, IMPEGNARSI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Percorsi verso una società aperta
SCEGLIERE la sostenibilità sociale, IMPEGNARSI per la sostenibilità ambientale
Le diversità di incontrano, le divergenze convergono

 

Sostenibilità ambientale ed ecologia sono parole che ci riguardano? Quanto ci riguardano?

I nostri comportamenti hanno un impatto ambientale? Di che peso?

Sono le domande che si sono posti gli studenti di due scuole di Varese e alcune persone detenute nel carcere di Milano Bollate.

Le risposte – e molto in più – sono venute dal climatologo Giacomo Grassi, scienziato che lavora per la Commissione Europea presso il Centro Comune di Ricerca di Ispra (VA) e che si è reso disponibile per dialogare con ragazzi e adulti, durante una mattina in Casa di reclusione.
La Sala teatro del carcere è diventata il luogo dove ritrovarsi per porre questioni e quesiti importanti, fornendo così alla città un luogo “dietro un muro” per “ragionare senza muri”.
Questo vuole essere il primo di una serie di incontri che si pongano nel solco della società inclusiva, a partire dalla strada tracciata da Sulleregole e in sinergia con le scuole, intese come luogo strettamente connesso al territorio e aperto a contatti con la realtà economica, produttiva, sociale.

Durante la mattinata è stato inaugurato un eco arazzo, realizzato in collaborazione tra gli studenti dell’Istituto Einaudi di Varese ed alcuni detenuti del Quarto reparto.

Le immagini mostrano alcuni particolari del pannello e ci lasciano immaginare i momenti di lavoro ed il senso di comunità che ne è nato.